| a cura del Centro Ricerca e Studi ACCES QS

La Panniculopatia Edemato-Fibro-Sclerotica (PEFS), conosciuta anche, impropriamente, come cellulite è stata descritta per la prima volta nel 1920 e inizialmente si pensava che fosse “edema interstiziale associato ad un aumento del contenuto di grassi”.

Il fenotipo di questa condizione è distinto, con la topografia della pelle che cambia in una superficie che ricorda una buccia d’arancia.
Ciò è dovuto all’ernia dei lobuli di grasso sottocutaneo attraverso la giunzione dermo ipodermica, dove la fibrosi dei setti di collagene porta al loro accorciamento e alla fine alla loro retrazione, che provoca le depressioni che la caratterizzano.
I modelli più diffusi proposti spaziano da cause vascolari / infiammatorie a cause ormonali e/o strutturali.


Comprendere l’eziologia della PEFS è la chiave per sviluppare approcci mirati e una vasta gamma di opzioni è disponibile da offrire ai soggetti con cellulite.
Agenti topici, dispositivi a base di energia, farmaci biologici iniettabili e più recentemente filler dermici sono stati tutti utilizzati e studiati in pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria per la loro sicurezza ed efficacia nel trattamento.
Per capire meglio (chi frequenta i miei corsi ricorderà sicuramente l’esempio dei bicchierini):


La cellulite è un processo infiammatorio localizzato nel tessuto adiposo cutaneo, non è un aumento del tessuto adiposo, ma è una vera e propria alterazione infiammatoria che può essere presente anche in un tessuto adiposo non in eccesso.
Si ha così profonda alterazione dell’anatomia del tessuto soprattutto nella parte extracellulare dove avviene la “strutturazione dell’edema” cioè i liquidi vengono ingabbiati dalle proteine fibrose che formano delle reti attorno ad adipociti e vasi sanguigni e linfatici.
La cellulite non è tanto un problema dell’adipocita ma un problema dell’interstizio tra gli adipociti.


Trattare gli inestetismi da cellulite significa riportare alla cute le sue proprietà di ritorno elastico, di tonicità ed idratazione, normalizzando i fluidi in eccesso e destrutturando la loro organizzazione fibrosa.
L’infiammazione interessa tutte le componenti strutturali del tessuto adiposo ed in particolare quelle che risiedono nello spazio extracellulare: le fibre collagene ed elastiche, la matrice ed i vasi sanguini venosi e linfatici, il cui compito è garantire lo scambio nutritizio con le cellule ed il drenaggio dei liquidi localizzati negli spazi interstiziali tra gli adipociti.


L’alterazione degli scambi nutritizi ed il mancato drenaggio segnano l’inizio e il perpetuarsi del processo infiammatorio con alterazioni biochimiche e strutturali del pannicolo adiposo cutaneo che vanno dalla formazione dell’edema alla sua strutturazione attraverso la proliferazione e l’indurimento delle proteine fibrose.

Riassumiamo i vari stadi di formazione della “cellulite” ossia le fasi in cui si sviluppa e si cronicizza il processo infiammatorio:
A) Ha inizio con una fase edematosa, caratterizzata dall’accumulo di liquidi negli interstizi adiposi, questo edema poi va incontro ad una “strutturazione” grazie all’aumento di fibre collagene ed elastiche che si aggrovigliano attorno agli adipociti ed ai vasi sanguigni e linfatici.
Questa fase è detta di fibrosi.
Poi va incontro ad un consolidamento, un indurimento.
Questa fase è detta sclerosi.
C) Si ha cosi una profonda alterazione dell’anatomia del tessuto soprattutto nella parte extracellulare dove avviene la “strutturazione dell’edema’ ovvero i liquidi vengono ingabbiati dalle proteine fibrose che formano delle reti attorno ad adipociti e vasi sanguigni e linfatici
Queste degenerazioni creano tutti i sintomi e le alterazioni fisiologiche ed anatomiche che caratterizzano la cellulite quali:
–> dolore
–> alterazioni di temperatura
–> alterazioni di colore
–> alterazioni di aspetto visivo (classico a “buccia d’arancia” nelle fasi edematose iniziali ed a “materasso” nelle fasi più avanzate fibrosi e sclerosi).
Sulla cute appaiono depressioni, veri e propri “buchi” al tatto la pelle è dura, ed “incollata” molto aderente ai piani profondi.


Sl HA UNA PERDITA DELL’ ASPETTO E DELLE CARATTERISTICHE BIOMECCANICHE DELLA CUTE, DELLA SUA ELASTICITÀ E TONICITÀ

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